Green Pass, un’analisi accurata per potersi difendere

Tre video-interviste dell'avvocato Giambelli per capire la norma del Green Pass. Attraverso un'analisi esaustiva si affrontano le diverse specifiche tecniche , modalità operative e incongruenze.

In questa serie di tre video Mario Giambelli, avvocato in pensione di anzianità, analizza la complessa normativa relativa al Certificato Verde Digitale, il cosiddetto Green Pass.

Primo video

Nella prima parte, passa in rassegna il complesso normativo costituito dal D.L. 22 aprile 2021 n. 52, convertito con modifiche nella L. 17 giugno 2021 n. 87 (che recepiva le osservazioni opposte dal Garante per la protezione dei dati personali con l’avvertimento del 23 aprile 2021) e dal recente D.L. 23 luglio 2021 n. 105, che ha ulteriormente modificato ed integrato le norme della L. 87/2021 ed ha prorogato, oltre il termine massimo previsto dall’art. 24, comma 3, del D.Lgs. n. 1/2018, lo stato di emergenza nazionale. All’analisi dettagliata dell’intera normativa si aggiungono alcune importanti riflessioni di diritto sulla portata e sui limiti di estensione della stessa. Ad esempio l’elenco tassativo delle attività soggette da cui si evince che ciò che non è elencato non può essere incluso. Oppure la validità sia dei test rapidi che di quelli molecolari.

Secondo video

Il secondo video, illustra il contenuto del DPCM 17 giugno 2021, che stabilisce le concrete modalità operative e le specifiche tecniche del sistema delle certificazioni verdi Covid-19. Con particolare attenzione al disposto dell’art. 13, riguardante la verifica delle certificazioni ed il controllo della corretta esecuzione delle verifiche. Quindi quali sono i soggetti che possono verificare? Chi controlla i verificatori? Quale ministero controlla e alimenta i dati della piattaforma nazionale DGC?

Terzo video

Nel terzo ed ultimo video, analizza i motivi di incompatibilità tra la normativa italiana esaminata nei primi due video ed il regolamento UE n. 953/2021, nonché le ragioni per le quali il trattamento differenziato tra i cittadini che possono o non possono esercitare i diritti di libertà civile sulla base del rilascio dei certificati integra una discriminazione irragionevole e quindi costituzionalmente illegittima. Alcuni suggerimenti concreti per gli esercenti e per gli avventori, nonché una breve riflessione sul piano della tenuta democratica del nostro Paese concludono l’ultima parte di questa lunga ma completa ed esaustiva intervista.

Emerge l’incongruenza del Regolamento Europeo con la Norma, sullo scopo, quindi sul presupposto di base, sulla volontarietà dell’utilizzo di tale strumento e sulla libera scelta di vaccinarsi.

Ulteriori considerazioni da verificare

Solo dopo aver ascoltato l’intera intervista, suggeriamo di prestare attenzione anche al contenuto del seguente video: https://www.youtube.com/watch?v=TQeVGLhqpO4

Quanto affermato dal suo autore e dalle persone da lui interpellate, qualora fosse vero, sarebbe gravissimo e potrebbe di per sé invalidare tutto il sistema dei certificati verdi Covid-19.

Ovviamente, verificheremo quanto prima l’attendibilità di queste affermazioni. 

Confermata la quale, pubblicheremo una quarta parte dell’intervista nella quale l’avv. Mario Giambelli illustrerà le possibili conseguenze giuridiche dei fatti esposti nel video linkato.

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