INTERVISTA AD IVAN CAVICCHI

Consensus Ars Medica ha intervistato il prof. Ivan Cavicchi in occasione dell’uscita del suo ultimo libro “La scienza impareggiabile". Come si trasformerà la Medicina a partire dal cambio di paradigma fino al cambio di dottrina e prassi.

Riflessioni intorno al libro “La scienza impareggiabile. Medicina, medici e malati.

Ivan Cavicchi
Ivan Cavicchi

Consensus Ars Medica ha intervistato il prof. Ivan Cavicchi che insegna Sociologia delle organizzazioni sanitarie e Filosofia della Medicina all’Università Tor Vergata di Roma, facoltà di Medicina.

L’occasione è l’uscita del suo ultimo libro “ La scienza impareggiabile. Medicina, medici, malati” pubblicato da Castelvecchi. Ha risposto alle nostre domande sulla questione medica affrontando la crisi della Medicina dalla ricostruzione del suo apparato concettuale, alla ridefinizione dei suoi paradigmi e all’analisi della dottrina che la guida.

Nuove definizioni

Sono cambiate le definizioni dei soggetti coinvolti, il Paziente è diventato “l’Esigente”, cioè una figura istruita e conscia dei propri diritti, non più identificabile come una malattia, ma come uno specifico malato.  A ciò il sistema ha risposto con linee guida e protocolli senza modificare la “prassi” medica. Suggerire solo cosa bisogna fare (sistema “prescrittivo”)  non risponde più alle esigenze dei malati che chiedono di sapere soprattutto cosa si può fare (“sistema proscrittivo”).

Le verità oggettive sono diventate “verità paraconsistenti”, come le definisce Cavicchi, a causa del sempre più diffuso scetticismo verso le scienze. L’Epistème, cioè il sapere scientifico, si è dovuta confrontare con la Doxa, cioè l’opinione del paziente, scendendo dal piedistallo.

Una nuova dottrina

La dottrina della Medicina sarà costretta ad adeguarsi per permettere a questa “scienza impareggiabile” di superare la filosofia positivista che la sottende e andare verso il post-positivismo, come hanno già fatto le altre scienze a partire dalla fisica quantistica. 

In questa nuova visione, il terapeuta deve godere di uno statuto speciale, che gli permetta di agire in scienza e coscienza, senza gli stretti limiti della “Medicina amministrata” fatta di protocolli e linee guida, e  senza il timore del contenzioso legale.

Nuove prassi mediche

Dietro questo lavoro del Prof. Cavicchi c’è stato un enorme sforzo, perché enorme è il cambiamento che si propone: quello di cambiare le prassi, appunto, a partire dal paradigma, poi dalla dottrina, poi dalla disciplina (cioè dalle regole) e quindi arrivando a quella prassi che ora è insoddisfacente.

Quattro sono i passaggi cruciali di questo percorso:

  1. la ricostruzione dell’apparato concettuale della Medicina, che deve inizialmente porsi la domanda “Qual è la crisi?
  2. e per poter rispondere a questa domanda, occorre prima mettersi d’accordo su cosa sia la Medicina, se una disciplina scientifica, una dottrina, o un’arte…
  3. poi occorre prendersi la responsabilità di dichiarare una crisi (proprio come si fa con un governo), cioè esplicitarla ed essere tutti d’accordo che essa ci sia
  4. infine riconoscere questa impareggiabilità della Medicina che si riferisce al suo alto grado di complessità, difficilmente richiudibile nelle rigide scatole delle regole prescrittive.

La vera scienza non può escludere la scelta: “Oggi, una Medicina senza una scelta è una Medicina che non ha capito in quale società si trova.”

BUONA VISIONE

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Roberto Risi
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