La condizione dei giovani a scuola

"Ritengo che non sia la scuola il vero problema, bensì chi si trova ad interpretare ed applicare le regole con rigidità proiettando le proprie paure e ansietà nella gestione quotidiana delle varie situazioni problematiche."

Un commento all’intervista di Patrizia Scanu

Pubblichiamo volentieri il commento di una Dirigente Scolastica all’intervista di Patrizia Scanu. In questa video intervista è stata analizzata la condizione dei giovani all’interno del sistema scolastico.

Virginia Croce, Preside di un Istituto scolastico di Roma, così ci ha scritto:

Molto interessante questo intervento di cui condivido alcuni aspetti.

È vero che i ragazzi hanno subito gli effetti negativi derivanti dall’applicazione rigida di un nuovo sistema normativo, ma ritengo che la scuola si sia molto impegnata nel ritorno in presenza e a favorire comportamenti di recupero della socialità e della relazione tra pari .

Per quanto mi riguarda, i ragazzi sono profondamente felici di essere rientrati a scuola dove gli insegnanti si sono impegnati attivando varie attività anche di tipo progettuale, per stimolare la comunicazione emotiva e affettiva. Hanno offerto loro momenti e opportunità per estrinsecare i vari stati d’animo, aiutandoli a rielaborare in modo positivo i loro vissuti.

Non a caso frequentano la scuola con più entusiasmo e consapevolezza.

Nella mia scuola c’è uno sportello d’ascolto per genitori e alunni che opera già da anni nel nostro contesto e si occupa di disagio psicologico .

In questo momento rappresenta un valido sostegno per gestire le situazioni più critiche.

Tutta la comunità scolastica è sensibilizzata al recupero e potenziamento delle relazioni e della socialità dei ragazzi.

Il rispetto delle regole COVID non è gestito rigidamente. Durante la giornata scolastica a rotazione tutte le classi escono in giardino per vivere momenti di libertà e socialità.

Sono anche a conoscenza di scuole dove la norma sclerotizza i comportamenti e ingessa le relazioni.

Ritengo che non sia la scuola il vero problema, bensì chi si trova ad interpretare ed applicare le regole con rigidità proiettando le proprie paure e ansietà nella gestione quotidiana delle varie situazioni problematiche.

Vi abbraccio e spero di aver dato un piccolo contributo che ha evidenziato tutto ciò che di positivo la scuola si sta impegnando a fare per i ragazzi, nella piena consapevolezza dei loro vissuti.

Sarebbe utile aprire un dialogo a cui potessero partecipare anche le ragazze e i ragazzi. Infatti ci sembra necessario un confronto schietto tra tutti gli attori del sistema scolastico per affrontare le reali criticità e rilanciare le comunità scolastiche verso nuove prospettive. Ci piacerebbe che ogni scuola trovasse delle strategie, affinché la priorità fosse il recupero della socialità e la maturazione emozionale degli studenti e degli insegnanti. La scuola come laboratorio di una nuova convivenza adatta a formare giovani adulti capaci di agire e fare scelte. Protagonisti nella società in trasformazione, non solo oggetto di regole che mirano a proteggere il mero corpo biologico.

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